La nascita di Sciesopoli fascista

Inaugurazione di Sciesopoli 1933

Domenica 7 agosto 1932 avvenne una visita dei giornalisti e dei gerarchi fascisti di Milano al “Campeggio di Aprica” dei Giovani Fascisti e alla “colonia permanente Sciesopoli di Selvino”.
La relazione fu svolta dai notabili fascisti: il segretario generale del fascio milanese console Erminio Brusa (colonnello della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale – MVSN, corpo di polizia civile i cui aderenti divennero tragicamente noti col nome di camicie nere), il federale Fausto Ravasio e il cav. Valassina.
Vi parteciparono anche il gruppo motociclistico dei Giovani Fascisti Sciesa, guidati da Magdalo Mataloni, fratello di Jenner. 
La stampa italiana fu rappresentata da F.G. Rossi e quella straniera da Henry Blanc.
Singolare il rapporto tra Aprica e Selvino, due note località turistiche di montagna, che avranno un legame successivo dovuto alla persecuzione degli ebrei e alla loro salvezza, in quella che lo storico Mimmo Franzinelli ha chiamato l’eterogenesi dei fini.
Infatti, ad Aprica vennero confinati come prigionieri, alla fine del 1941, circa 300 ebrei stranieri che immediatamente dopo l’8 settembre 1943 riuscirono a fuggire in Svizzera con l’aiuto delle organizzazioni ebraiche. Selvino, invece, come sappiamo, ospitò dal 1945 al 1948 a Sciesopoli circa 800 ragazzi orfani sopravvissuti alla Shoah.

1933 Domanda per istituire la Fodazione Tonoli e Melloni

Il progetto della grande colonia di Sciesopoli era stato affidato all’architetto Paolo Vietti Violi con una delibera del Comune di Milano in data 10 giugno 1932. L’edificio doveva sorgere sui terreni di Pierino Tiraboschi, nella zona della Madonna della Neve, che dal 1922 al 1927 era stato luogo di villeggiatura di alcuni commercianti egiziani. Poi il gruppo squadrista fascista lo scelse come luogo di addestramento militare, prima con un campeggio e poi con una colonia, realizzata con prefabbricati di legno ed eternit di un solo piano, organizzata come una caserma con turni di guardia, marce, sfilate, la garitta, la cucina da campo, l’infermeria.
Dopo tre mesi il cantiere era già attivo e in un solo anno la costruzione era aperta, anche se il completamento dell’opera avvenne in periodi successi fino alla primavera del 1934. La costruzione fu un evento straordinario che ebbe una risonanza nazionale e contribuì all’economia di Selvino dopo la grave crisi del 1929. Gli alberghi e le pensioni ebbero un grande daffare per soddisfare le numero richieste di alloggio degli operai e della maestranze. Fu un via vai di camion e di muratori, una vera manna per tutti i selvinesi.
Sciesopoli 1933-06-08 da Il Regime Fascista di CremonaLa colonia Sciesopoli fu inaugurata ufficialmente la domenica 11 giugno 1933, con una eccezionale partecipazione di gente e di autorità del fascismo lombardo, nel dodicesimo anniversario della nascita del gruppo fascista milanese Sciesa, l’ottava unità di combattimento, fondato da Jenner Mataloni in data 11 giugno 1921.

Erano 18 giovani squadristi che avrebbero messo a ferro a fuoco la città di Milano, attaccando con armi e bombe, protetti e sostenuti dalle forze dell’ordine, soprattutto i circoli operai e socialisti e le sedi dei giornali di sinistra come l’Avanti.
Qualche mese più tardi il gruppo venne intitolato ad Antonio Sciesa (che in realtà si chiamava Amatore), eroe del risorgimento italiano e della lotta contro gli austriaci.

Trascriviamo la cronaca dell’inaugurazione della colonia riportata sul giornale “Il Regime Fascista” di Farinacci, che ne traccia una descrizione e un quadro eccezionale, nel segno del dominio fascista, che si sta preparando ed educando i suoi ragazzi e giovani alla guerra e che deve dimostrare la sua forza nella grandezza imperiale delle architetture. Il racconto è una notevole fonte storica sulla storia del Gruppo Rionale Fascista Antonio Sciesa e sulla storia e descrizione della colonia alpina di Sciesopoli.

13-06-1933 inaugurazione Sciesopoli fascistaDomenica 11 giugno 1933
Il rapporto annuale del gruppo “Sciesa” a Selvino inaugurando la “colonia per i figli del popolo”
(dal quotidiano “Il Regime Fascista” di martedì 13 giugno 1933)

Milano il 12 sera.
Dodicesimo anniversario del giorno in cui Jenner Mataloni, per eseguire un ordine di Michele Bianchi, convocò per la prima volta 18 giovani a formare l’ottava unità di combattimento dello squadrismo milanese – squadra che qualche mese dopo prese il nome di Antonio Sciesa – lo stesso Mataloni ha avuto la geniale idea di convocare tutti gli “Sciesotti” nella pittoresca conca della Madonna della Neve, perché in quel suggestivo ambiente si svolgesse il rapporto annuale.
Idea geniale e insieme – aggiungiamo – devotamente affettuosa verso la memoria di due camerati caduti.
Gli è che nella conca della Madonna della Neve, a Selvino, sorge “Sciesopoli”, nata dall’entusiasmo di uno dei caduti al cui nome è dedicata: Emilio Tonoli. Fu lui che nel marzo del 1922, in un bivacco squadrista in via Senato a Milano, propose ai camerati di organizzare per l’estate una tendopoli squadrista [ossia un campeggio] che si svolse in Val Solda e che Mataloni nominò “Sciesa”.
Si aggiunga poi che nell’agosto dello stesso anno Emilio Tonoli, insieme con Cesare Melloni, cadde nell’assalto che il duce definì “L’azione più eroica della vigilia fascista”; e nacque allora l’idea di onorare i caduti con una colonia alpina, che dal 1924 al 1926 si effettuò alle falde del monte Penice. Nel 1927 Luigi Franco Cottini [avv. Luigi Franco Cottini, fascista della prima ora] fece sorgere il primo padiglione della nuova “Sciesopoli” a Selvino col concorso anche manuale degli stessi squadristi della “Sciesa”; e Jenner Mataloni ha compiuto l’opera.
Ecco perché la località dove il rapporto dello “Sciesa” è stato ieri tenuto è legata alla memoria di due martiri del gruppo, ed è stato quindi affettuoso atto di omaggio bandire e tenere colà l’adunata dei camerati.
Ma il convegno degli “Sciesa” a Selvino aveva, oltre quello di ascoltare il rapporto di Jenner Mataloni, fiduciario del gruppo, anche lo scopo di inaugurare il nuovo edificio della colonia alpina dello “Sciesa”; edificio che, pur essendo di mole imponente nei suoi quattro piani, deve considerarsi soltanto come una parte della “Sciesopoli”, in quanto che il secondo padiglione sarà pronto per il 4 agosto, anniversario dell’eroica morte di Tonoli e Melloni.
La mobilitazione degli “Sciesa” ha risposto in pieno all’appello del fiduciario.
In oltre 1.500 infatti, malgrado il tempo avverso (per tutta la giornata minaccioso e verso mezzogiorno poi tempestoso realmente), hanno raggiunto la conca servendosi di autoveicoli di ogni foggia. Dalle nove alle undici, rombar di motori, squilli di fanfare, clamori di canti e di grida gioiose hanno riempito l’abituale silenziosa solitudine delle strade ripide e fresche della verde Valseriana.
Grande è stato anche il concorso delle autorità. Da Milano erano giunti: il prefetto grande ufficiale Fornaciari; il vice segretario generale gr. ufficialle ing. Gorla, il vice segretario del Fascio milanese Seniore Marin, in rappresentanza di Erminio Brusa; il vicepreside commendatore Argenti; il commendatore Bonomi; il grande ufficiale Folli per il presidente della Cassa di Risparmio; il segretario generale del Comune commentatore Rivolta; da Bergamo: il viceprefetto commentatore Caccialupi; il console Testa, il presidente gr. cr. Lamberto Sala; il vicesegretario federale ing. Corti; il vicario [del vescovo] don Bugarini. Erano pure presenti il segretario politico di Selvino Battista Magoni, e il commissario prefettizio Enrico Morandi. Faceva servizio d’onore, assieme ai marinaretti, un gruppo di balilla moschettieri dello “Sciesa” e un manipolo di militi e di Balilla di Selvino schierati accanto ai Giovani Fascisti, al gruppo motociclisti e alla fanfara giovanile degli “Sciesotti”.

Il rapporto annuale di Jenner Mataloni
La visita inaugurale del nuovo edificio è stata compiuta sotto la guida di Jenner Mataloni non appena le autorità si sono raggruppate sulla spianata gremita di tesserati dello “Sciesa”. Subito dopo, affacciatosi al balcone ed avendo al fianco, oltre al prefetto e al rappresentante della federazione, la sorella di Emilio Tonoli e la mamma di Cesare Melloni, a cui ha espresso l’affettuoso pensiero degli “Sciesotti”, il fiduciario del gruppo “Sciesa” ha fatto una rapida e stringata relazione dell’attività del gruppo nell’annata trascorsa.
Premesso un ringraziamento ai collaboratori del fiduciario (il commendatore Contini, capo dei servizi amministrativi, Franco Scaffetti, consultori ai servizi politici, Giuseppe Primi che presiede a quelli sportivi e culturali, Magdalo Mataloni, comandante del Fascio Giovanile di Combattimento, il rapporto tutto cifre di Jenner Mataloni ci ha informato che le forze numeriche del gruppo sono divenute imponenti: 3.881 tesserati, di cui 511 giovani fascisti, con 868 nuovi iscritti al Partito; che l’introito complessivo è stato di 370.000 per il tesseramento e di lire 30.000 per contributi vari. Di queste, 181.000 lire sono state spese per le Opere Assistenziali. Con le economie degli ultimi due anni, inoltre, il gruppo ho potuto contribuire con L. 300.000 alla realizzazione della nuova Sciesopoli e alla “Fondazione Tonoli-Melloni”. Tutto ciò è stato realizzato col solo concorso dei soci, in quanto nella zona del centro nessuno, al di fuori degli “Sciesotti”, ha avuto richieste di concorsi finanziari.
La segreteria politica tra l’altro ha esaminato 1.349 domande di nuove iscrizioni e 1.915 richieste di assistenza ed ha eseguito 300 interventi conciliativi a domicilio su richiesta degli interessati. Tra le attività sportive, Mataloni ha ricordato una crociera a vela in Dalmazia e in Jugoslavia sino alle Bacche di Cattaro; tra le manifestazioni Giovani Fascisti ha enumerato quelle del gruppo motociclistico, che ha partecipato a 15 raduni; del gruppo sciatori che ha partecipato tra l’altro al trofeo Fabrizio, alla coppa invernale delle Alpi, alla marcia popolare in montagna.
Il grande ufficiale Jenner Mataloni a questo punto ha detto:
Al termine del rapporto io consegno idealmente al prefetto di Milano la nuova “Sciesopoli” e confido che il prefetto di Bergamo vorrà prenderla sotto la sua alta protezione. È una nuova opera di bene che abbiamo voluto, con la volontà dura come la roccia che dalla montagna abbiamo estratta, per costruire la casa estiva dei figli del nostro popolo sano, disciplinato, laborioso e generoso.
Nell’assemblea dello scorso anno vi sottoposi il piano regolatore della nuova “Sciesopoli” e vi dissi che in tre anni si sarebbe attuata. Siamo in anticipo. Il primo padiglione è questo; il secondo padiglione sarà pronto per il 4 agosto, 11º anniversario della morte di Tonoli e Melloni; il terzo padiglione è già progettato e sarà finito per il 28 ottobre.
L’anno prossimo “Sciesopoli” sarà terminata e, quel che più conta, sarà integralmente pagata“.

Provocando una calda manifestazione all’indirizzo del Duce, il fiduciario dello “Sciesa” ha quindi ricordato che la prima scheda di socio vitalizio della “Fondazione Tonoli – Melloni” è stata sottoscritta da Benito Mussolini. Ed ha chiuso la relazione riscuotendo vive dimostrazioni di plauso rivolgendo un pensiero di gratitudine anche agli architetti Vietti Violi e Benko, all’ingegnere Federico Carnazza e ai signori Fiocchini che hanno legato il loro nome alla benefica impresa.
Gli applausi sono stati troncati dalle trombe che hanno squillato “l’attenti” inducendo militi, Giovani Fascisti e Balilla del servizio d’onore ad irrigidirsi militarmente e tutti gli altri astanti a scoprirsi e a salutare romanamente.
Sull’altissimo pennone lentamente è salito il tricolore, mentre i marinaretti con cannoncini, issati lungo il dorso verde della montagna, hanno sparato a brevi intervalli i 21 colpi regolamentari, il cui rombo si è perso tra le nebbie che gravavano la vallata.
Dopo i due colpi finali, la fanfara ha suggellato il rito col suono di Giovinezza.
E allora tutti gli adunati, che avevano assistito fino allora raccolti e silenziosi, si sono abbandonati a un applauso lungo e clamoroso e che per varie volte si è ripetuto.
Colonia fascista di Sciesopoli di Selvino inaugurata 11 giugno1933
L’edificio inaugurato
La pittoresca mole del nuovo edificio si erge con i suoi quattro piani a fianco della bassa costruzione che ha ospitato per più anni un centinaio di bimbi del gruppo, destinata a sparire alla fine dell’anno per lasciare il posto ad un nuovo edificio che raccoglierà al piano terreno una grande piscina e in quello superiore un salone di ginnastica, ricollegandosi ad un altro padiglione, il cui rustico ormai terminato, si arrampica fino ai primi margini ombrosi della pineta.
La nuova costruzione, inaugurata ieri, è a quattro piani, completamente finita, attrezzata e in grado di ospitare subito i bimbi; e costituisce la parte più importante della colonia alpina dello “Sciesa”.
Un ampio piazzale inquadra la costruzione dalle linee semplici e di gaia eleganza: un grande pino dedicato alla memoria di Arnaldo Mussolini, circondato da cinque ceppi sui quali sono scolpiti alcuni pensieri del compianto direttore del Popolo d’Italia; due steli con il busto in bronzo dei caduti Melloni e Tonoli, opera dello scultore Zampieri [doveva essere lo scultore Oreste Zampieri di Venezia nato nel 1886], ai piedi della rotonda scalinata, ed un altissimo pennone per la bandiera. Il piano rialzato comprende un atrio di grandi proporzioni, sulle cui pareti laterali due lapidi di marmo raccolgono i nomi dei sottoscrittori, con in testa quello del duce; l’infermeria completamente attrezzata con i relativi servizi e l’ufficio della direzione. Nel primo piano c’è il refettorio, capace di 250 posti, la cucina e i servizi aderenti.
Il secondo e il terzo piano hanno ciascuno un dormitorio di 60 letti con bagni, docce e servizi. Il quarto piano ospita l’appartamento del direttore ed un vastissimo terrazzo che, con le terrazze degli altri piani, è stato predisposto per le cure elioterapiche. Nei sotterranei hanno trovato posto le lavanderie, le stirerie e il magazzino viveri.”

Notizia tratte dall’archivio storico del quotidiano della Provincia di Cremona e dal libro di Giulio Tiraboschi “Selvino”, Corponove, 2008.
Giulio Tiraboschi Selvino