Documenti dell’archivio storico comunale di Selvino

47-01-29 lettera intestata Sciesopoli

Documenti dell’archivio storico comunale di Selvino

1947-01-19 richiesta elenco bambini Colonia Ebraica e loro visto di ingresso

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Circa 800 bambini ebrei, rimasti orfani durante la Shoah, sono stati accolti nella grande ex colonia di Sciesopoli a Selvino, destinata un tempo ai giovani fascisti.

Ai ragazzi ebrei fu data un’istruzione di cultura generale di base e nozioni di lingua ebraica.

Il primo gruppo di orfani venne raccolto da Raffaele Cantoni, una figura di spicco della comunità ebraica italiana e dal suo staff.

I ragazzi provenivano da conventi e monasteri dove erano stati nascosti durante la guerra italiana.

Poi cominciarono ad arrivare molto bambini che erano stati liberati dai campi di concentramento e coloro che erano  sopravvissuti alla guerra nascondendosi nelle foreste dell’Europa orientale. Molti bambini erano riusciti a passare il confine illegalmente approdando ai campi profughi organizzati dalla Brigata Ebraica.

La scuola della colonia di Selvino fu ideata da Moshe Ze’iri, un membro della Brigata ebraica, che gestì la colonia come un kibbutz, secondo la “Hakhshara“, parola ebraica che significa letteralmente “preparato”, e si riferisce a scuole e centri agricoli, simili a kibbutz, dove i giovani sionisti potevano apprendere le competenze tecniche necessarie per la loro emigrazione in Israele.

Queste erano le sette regole della vita dei bambini ebrei che vivevano nella casa di Selvino:

1. Autosufficienza, tutto il lavoro della casa deve essere svolto in collaborazione tra bambini e insegnanti

2. Responsabilità condivisa

3. Proprietà comune

4. Tutti gli adulti devono condividere il lavoro con i bambini

5. Ebraico come lingua della casa

6. Nessuna memoria del passato

7. Importanza degli studi.

Il programma educativo di Selvino includeva una formazione pratica secondo le competenze.

La formazione professionale fu gestita da ORT che istituì corsi di formazione per fabbri e per falegnami e una unità di sartoria per le ragazze, con un totale di cinquantotto tirocinanti a metà 1947.

Tutti i bambini da Selvino si preparavano così ad emigrare in Palestina.

La maggior parte di loro operò con i canali illegali dell’emigrazione verso Israele.

Il resto, soprattutto i più giovani, andarono in Palestina dopo la fondazione dello Stato di Israele nel maggio 1948

La casa dei bambini ebrei di Selvino venne chiusa alla fine del 1948.

Continuò la sua attività coma colonia di bambini italiani e nel 1979-1983 ospitò un gruppo di profughi vietnamiti.